Il Programma

5. INVESTIRE NELL'INNOVAZIONE: equità, partecipazione, progettualità

Equità e investimenti sono parole lontane che nell’EPAP di questi ultimi anni hanno trovato una sintesi, insieme ad altri termini apparentemente inconciliabili: partecipazione, umanità, opportunità, innovazione, progettualità.

L’EQUITÀ si ottiene esigendo comportamenti virtuosi da parte di tutti, in primis gli amministratori: questo consente di operare alla pari e di disporre delle risorse da investire a favore di ognuno.

Gli INVESTIMENTI sono l’unico strumento che EPAP ha per generare ricchezze e risorse. Quelle che servono per pagare le pensioni, ma anche per fare assistenza, welfare, investimenti sulla professione.

Promettere spese e non curare le politiche di investimento sarebbe non solo irresponsabile, ma colpevolmente responsabile di un sistema che andrebbe a creare debiti anziché utili.

Dal 2015 al 2019 su circa 785 milioni di euro di patrimonio medio gestito, abbiamo generato 117 mln di euro di utili ante imposte, 74 mln di patrimonio netto, 67 mln di rivalutazioni nette dei fondi degli iscritti (soggettivo e pensione) di cui 27 mln di euro di extrarendimenti.

Nel 2017 EPAP è stata la migliore cassa di previdenza per rendimento nella graduatoria del ministero dell’Economia (mai successo prima). Il 2019 si chiude con un rendimento finanziario netto del +8,65% (il miglior dato di sempre).

Nel dicembre 2019 è stata attivata una nuova piattaforma dedicata agli investimenti dell’Ente a cui sono stati destinati circa 700 mln di euro da investire. Ciò al fine di ottimizzare i meccanismi e valorizzare i rendimenti con un nuovo modello più efficiente sul piano gestionale, amministrativo e fiscale e la possibilità di un costante monitoraggio dei rischi e delle potenzialità di rendimento.

Riteniamo che la piena valorizzazione di questo nuovo strumento di gestione, che abbiamo pensato e realizzato con un lavoro di oltre due anni, sia la sfida del prossimo quinquennio, fermo restando i principi applicati: diversificazione, prudenzialità, tempestività, adattabilità degli investimenti.

Vorremo porre attenzione anche agli investimenti etici e sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e di governance (cosiddetti ESG), nonché agli investimenti di settore con potenziali opportunità di reddito per gli iscritti,  con particolare riferimento alle prospettive di green deal.

La PARTECIPAZIONE e la vicinanza umana rivolte a chi subisce condizioni di difficoltà economica tali da impedirgli, suo malgrado, la temporanea acquisizione della regolarità contributiva, hanno convinto EPAP, e ci convincono, a proseguire nelle azioni intraprese atte a favorire il rientro dei crediti in ottica non vessatoria ma costruttiva, ideando strumenti che consentano un rientro sostenibile del dovuto mediante rateizzazioni con super rata finale fino al 30% del dovuto, accesso al credito agevolato anche finalizzato ad acquisire la regolarità contributiva con contestuale possibilità di incassi dalla pubblica amministrazione e accesso ai bandi pubblici.

Sono in studio altresì strumenti di massima personalizzazione possibile per modulare il rientro dei debiti alle possibilità reali, potenziando anche gli strumenti già in essere, quali la ridefinizione della rateizzazione causa perdita capacità di reddito che potrebbe essere ampliata ad altre situazioni.

Rimane ferma altresì la volontà di proseguire nell’azione intrapresa di accertamento delle sacche di evasione contributiva parziale o totale (iscritti agli Ordini ma sconosciuti all’EPAP), di accesso e incrocio dei dati disponibili e dichiarati con quelli reddituali dell’Agenzia delle Entrate, e il completamento, con azzeramento del pregresso, delle verifiche sui modelli 2 mancanti ante 2010.

A riguardo si prevede il potenziamento dell’ufficio previdenza sia per aumentare i servizi agli iscritti, sia per organizzare un tempestivo ed efficace sistema di controllo che consenta anche di limitare la crescita delle esposizioni debitorie degli iscritti.

Con la prevista approvazione del nuovo regolamento dell’Ente, si dovranno definire le nuove procedure sanzionatorie che saneranno le irrazionalità del vecchio regolamento regolando e premiando i ravvedimenti spontanei e consentendo la correzione di errori formali (il vecchio regolamento 2014 non prevedeva l’istituto del ravvedimento spontaneo e addirittura sanzionava i pagamenti in eccesso).